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Informazioni su The Global Eye

Durante un viaggio nei Paesi Bassi (tra il 1667 e il 1668), il principe Cosimo III de' Medici (1642‐1723) acquistò da Johannes Vingboons (1616‐1670), cartografo e copista per le Compagnie Olandesi delle Indie, attraverso l'intermediazione del mercante di libri e connaisseur des beaux‐arts Pieter Blaeu (1636‐1706), sessantacinque carte geografiche e vedute di città manoscritte che, nelle parole del diario di viaggio del marchese Filippo Corsini, “dimostravano le piante di diversi porti, città, fortezze e coste dell'Indie tanto orientali che occidentali“, dalle coste del continente Americano, a quelle occidentali e orientali dell'Africa, l'oceano Indiano, i mari del Sud‐est asiatico, fino alle Filippine, al Giappone e la ‘Nueva España’, al di là del Pacifico. Due anni più tardi, nel contesto di un secondo e più lungo viaggio europeo che lo portò in Portogallo, Spagna, Inghilterra, Irlanda, Francia e ancora nei Paesi Bassi, giunto a Lisbona, nel febbraio 1669, Cosimo, con l'intermediazione del matematico e cosmografo portoghese Luís Serrão Pimentel (1613‐1679), acquisì copie di carte marine, che riproducevano a grande scala le coste Africane, della Persia e del subcontinente Indiano, dal Capo di Buona Speranza allo stretto di Malacca.

Attraverso le lenti della cartografia e vedutistica coloniale olandese, portoghese e spagnola raccolte nella collezione cartografica di Cosimo III, il progetto Sguardi Globali ricostruisce la formazione del mondo globale, nel senso specifico di interconnesso, di metà Seicento e rivela in modo icastico la cospicua circolazione di uomini e saperi tra Olanda, Portogallo e Toscana nel corso dell'età moderna.

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Sguardi Globali

Mappe olandesi, spagnole e portoghesi nelle collezioni del granduca Cosimo III de'Medici